Balla

Balla bambina nella notte buia
Balla nella tua casa, sola.
Balla perchè ogni secondo
In cui il tuo cuore batte
Più forte il mondo si blocca
In specchi di vetro.
E il riflesso delle tue forme rivela
Ciò che davvero sei.
Balla ogni tuo istante il cuore
Elastico nel tuo corpo
È finalmente tuo.
Non sei più uno spettro
Scheletro di carta e ossa.
Sei un fotogramma di bellezza
Nella sequenza del creato .

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Vibrazione

La mia situazione emotiva
È esplosa in caleidoscopia
Percossa la mia carne di vibrazione
Sovrappopolato il cranio di parole
La vita mi striscia sottopelle
Canta nella mia voce
Legge con i miei occhi
Muove le labbra screpolate
Nella danza febbrile
Del pensiero quotidiano.

Risveglio

Irrazionalità trasparente si frammenta
Sulle spalle in sorrisi dimenticati
Pulsa il torace nel calore
Di mani tremanti
Corre veloce il solito morire
E rinascere
Nel marasma magmatico
Del sentirsi
Nudo davanti ai miei occhi
Sono di nuovo un bambino.

Solitudine

Amor mio che hai lasciato questo cielo nei primordi
Al lento sognare spaesato del vagare nei giorni
Non sei la soluzione all’umano terrore
Illudendo il cuore dell’esule alla pacificazione
Un esile errore velato negli amplessi
O sveli la realtà nei più intimi recessi?

Amor mio che esisti nel pertugio dei ricordi
Sana senza indugio le fratture dei mondi
Che spigolose stilettate slabbrano superficialmente
E iniettano invece pece nelle membra sotterrate
Silenziosamente tessono fantasmi di certezza in abitudine
Nell’umana condanna alla solitudine.

Passeggiare

È spiegare rovi di immagini afone
Dondolare un’altalena inutilizzabile
Raccogliere foglie schiantate sull’estate
Che morente ancora ancora i recessi delle anime.

È intenzione di sradicare, andare
Partire per mettere sensazioni in moto
Lasciare indietro il temporale
È forse fuggire per lo spettatore nel parco vuoto.

Il cammino

Nel contrarsi e distendersi
Incessante dei fasci muscolari
Nelle stratificazioni calcifiche
Imperniate nelle articolazioni
Stabilizzate nelle corde dei legamenti
Nell’espandersi alternato della gabbia toracica
In respiri sempre meno affannati
La macchina assume il moto della coscienza
Aliena la quotidianità silente nel ritmo della orta
Sopisce le certezze e desta i dubbi
La tentazione di Dio giace nel cuore pulsante
Dell’errabondo.

Amore?

Cercare cosa
Negli occhi trasognati
Di un’altra fioca parvenza
Apertura inconsapevole
Nel reale
Una risposta
Un diversivo
O è solo fame
Compenetrazione tellurica
Del mastice della carne
Volontà ancestrale
Connaturata all’animale
Ansimante
Spinge
trovare
Disperatamente
Un senso

Forse ho solo
Fame di senso.