Sintesi

Come l’hai vissuta?

Di notte, rosso, vino
Nero sciarpa,un cappotto
Freddo, inverno
Autunno, stagioni
Fiori e profumi
Come momenti
Ora indelebili
Le parole, i denti
E occhi flebili
Se guardo da vicino
Venature verdi.
E sospiri e lacrime
E speranze
Se guardo da vicino
Vedo una vita
Un embrione di un domani
Impaurita
Se guardo da vicino
Posso coglierti
Oltre il verde
Delle sfumature.
Se potessi
Un domani
Svegliarti.

Tra gli istanti

Nel cuore
Incartocciato tra le pieghe del tempo
Sento pulsare
Quel secondo eterno
Sbriciolato al di là dell’effimera magione
Di roccia
Pulviscolo dei mondi
Ogni nascere inusitato
Un volto
Un sorriso
Un amore
Un dolore
Impatta collide con l’estraniante condizione
Mortale
Pulsa al di là dell’umanamente concepibile

Dio?

Un addio

Quella rete che ci avvolgeva
In intricate spirali di sguardi
Non ci porta ancora una volta
Ad incrociare le albe dei nostri mondi?
Non ci porta ancora una volta
A sommergerci nel mare leggiadro delle pupille?
Non è forse un sogno dettato dall’addio
Questa marea di flussi, di scintille
Che riecheggia
Rifrange e nel moto perpetuo
Di un ricordo albeggia?
Sovente compongo frasi
Perifrasi di un mondo senza parole
Di una visione in stasi
Senza un domani
Ho visto decine di tramonti
Sognando quelle mani
Un sorriso, un tremolio
E tremante ho composto centinaia di versi
Solo per pietrificare un istante. Un addio.
E in migliaia di respiri inspirare
La tua sorpresa nel mio io.
Eppure queste nuvole
Sospinta dal vento dell’attesa
In lande lontane piangeranno di gioia
In vite parallele. Ma non vane.
È questo il testamento di un incontro
Sigillato in intonaco di cielo
E parole di neve, le sole
Che rendano ogni mio vivo istante più vero.

Eco

Tutto scorre
Davvero quel mare ora è dolce acqua
Salata nelle vene
Ora è un sorriso spento
Disincantato sotto macerie
Di verbi e congiunzioni disgregate
Congetture sepolte allagate
Scindendo le distanze
Col favore delle nebbie
L’eco svela ancora delle stanze
Contorni di un volto
Opaco sempre più distante
Ma sempre meno
Sempre meno

Intrecci

L’incedere del passo si fa lieve
Al tamburellare della pioggia
Sulla mezzanotte
Spiega il concepimento
Di visioni inaudite
Perciò ricorsive
Paradossi nel piano strutturale
Di una storia.
La dimensione personale fagocita
L’universale lirismo
Così da capo
Al tamburellare della pioggia
Sulla mezzanotte
L’incedere del passo non significa
Nulla.

Divergere binari

L’amara bellezza della vita
Trafigge i monti del crepuscolo
Spezza la monotonia mai finita
Sussurra squarcia la valle,minuscolo
Un treno canta la storia di una promessa
Sulla riva del non detto la catarsi tra parole
Amalgama di coraggio e avventatezza
È rivelarle infine il protrarsi di un amore
Dolci parole sfregiano l’esserci che sarai
“Prometti che mi dimenticherai”.

Le ipotesi

Ti siedi
Davanti ad un foglio bianco
Scrivi la tua storia.
Quella dove ti accorgi da solo che la ami.
Quella dove non la baci
La abbracci e le dici
“Andrà tutto bene”.
La storia dove parli a Giovanni
“Ci vediamo a scuola domani”.
La storia dove vai a scuola
E senti l’annuncio all’altoparlante.
La storia in cui non hai il coraggio di scriverle.
Quella in cui le tue poesie fanno la differenza.
La storia dove ti sei arreso.
Quella dove hai lottato.
La storia dove nel bar
A prendere fuoco per un errore di altri
Sei stato tu.
La storia dove hai fatto un frontale in macchina
Sei morto.
O sei ancora vivo
Ma non ti sei scusato con chi hai ferito.
La storia dove non hai mai letto un libro
Non hai mai detto la verità
Non hai mai mentito
Non hai mai riso
Non hai mai pianto
Non hai mai amato.
Oppure
Scrivi la mia storia.
Davanti ad un foglio vergato
Ti alzi.