Sulle scale

Qui da solo
Consumerò il mio amore
Ballando sull’inverno che torce il mio cuore
Per impedire al gelo di stritolarmi le membra
Qui da solo
Subirò le stagioni fiorire
Nel muto scambio linguistico che vedere mi sembra
Quattro piani sotto il mio divenire
Qui da solo
Sfogherò il demone che rode le mie interiora
Nello scricchiolare di ossa scagliate
Contro le vestigia mortali del sapere
Qui con te
Abbraccerò le tue lacrime nel negarmi amore
Qui con te
Saprò di averti insegnato a dire “ti voglio bene”
Qui con te
Ascolterò che il tempo cura le ferite
Ma siamo noi
Gli squarci nel tempo
Tendenti a ritrarsi
Per fuggire il dolore
Penso che qui in alto
Dove si condensa in gocce di calore
La tensione repressa in singulti
Noi brandelli dell’esistenza sanguinanti vita
Ci incontriamo perché ci riconosciamo
E sanguiniamo insieme
Sulle scale
Di una piccola università.

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Io

Cos’è tutto questo interrogarsi
Tutto questo osservare
Camminare, cercare di capire
Di capirsi?
E strangolare i sorrisi nei giorni di pioggia
E Soffocare le lacrime nelle albe del sole
E cercare intensamente altri come te
Per un bacio, un abbraccio, un sorriso
Per cantare, ballare, correre
Parlare, pensare, piangere
Amare
Insieme
Per generare un significato
Donare una speranza alla solitudine
Per credere intensamente che non sia tutto inutile
Tutto uno scherzo senza inizio o fine
Credere di non essere soli
Credere di essere
Credere.
Tutta una vita per cercarsi
Per definirsi, per capirsi.

Cos’è tutto questo chiamarsi
Tutto questo rincorrersi
Oltre i propri limiti
Le proprie debolezze e i propri sbagli
E cadere e cadere ancora
Nella paura della solitudine
Nella solitudine della paura?
Le mie debolezze
I miei sbagli
Le mie paure
La mia solitudine
Solo per capire cosa sono
Solo per capire
Chi sono
Solo per amarmi.

E alla fine
Che è sempre
Solo un inizio
Tu
Chi sei?

Conchiglia

Tra i flutti camminiamo
Anche se non ci vediamo
Se non parliamo

Il mare tra le montagne è solo
E cerca una via per il ritorno
Un po’ più piccolo
Un po’ più nascosto
Tra le intercapedini degli sguardi
Il mare tra le montagne è solo
La saliva il sale per rimuginare
Un po’ più schivo
Un po’ più ritroso
Forse ha solo paura di mostrarsi
Di scrosciare la risacca in orecchie
Che non crede possano capire
Lo sciabordio capillare
Di tutto il suo interrogarsi

Tra i gorghi annaspiamo
Anche se non ci leggiamo
Se non comunichiamo

Il mare tra le montagne è vivo
Lo porto appeso al collo
Un po’ più visibile
Un po’ più nascosto
Le sue onde i chilometri nei piedi
Il mare tra le montagne è vivo
Lo porto sotto il sole del cammino
Un po’ più quieto
Un po’ più timoroso
I suoi flutti le crepe nell’isola
Per presagire il distacco imminente
Di chi non può comunicare
Il consumarsi incessante
dell’erosione del vissuto

Nella marea danziamo
Anche se non ci ascoltiamo
Se non ci cantiamo

Il mare tra le montagne è silente
Lo sento rombare tutto il giorno
Solo un po’ gentile
Solo un po’ sognante
Il suo essere melodia d’amore spezzato
Il mare tra le montagne è silente
Solo un po’ triste
Solo un po’ attende
Un dolce richiamo per mostrarsi.
Sulla nave che può essere il mio viaggio
Nel salpare per isole ignote a fine Maggio
Mi aggrappo a questa conchiglia
Pendente di echi e distanze
Ringraziamenti sussurati perchè
In che altro modo mostrarsi
Oltre i varchi tra le stanze
Oltre i varchi tra le parole?
Esperimenti collassanti
Mi portano di nuovo a tremare.

Il cielo e la terra

Nel cielo notturno che contempli solo
Ma mai veramente solo
Cosa c’è nel frammento bluastro di oceano
Che pende sopra la tua testa
Se non universi roventi
Cocenti iridi riversi nella pece?
Invece osserva sotto di te
Re delle lanterne costellanti le strade
Non c’è lo stesso desiderio di contemplazione
Di riconoscersi come monadi
Anelanti la dischiusione?
Solo contempla il notturno cielo
Solo veramente mai
Perchè tutto si estinguerà
Nella stella cocente dei crepuscoli
Mentre il sole deflagrerà
in frammentati corpuscoli
Abbandona cos’è stato
Stringi cos’è cambiato
Nella landa delle luminarie
Si perda il pensiero del vecchio
Il cielo e la terra nature precarie
non sono che uno specchio.

Il suono della pioggia

Lava queste vite
Di frantumi di porcellana
Nell’eco mite di una chitarra
Nel tintinnio di un collana
Lava questo rumore
Di stridore di corde vocali
Nel ticchettio dei passi
Nel bisbiglio di voci corali
Lava la malinconia
Dal ridondare degli attimi persi
Nell’atarassia senza prassi
Nei dolci versi della poesia

Riversa quest’acqua sul rancore e la disperazione
In perpetua calma cristallizza il momento
E scevra dal dolore e dall’illusione dimmi:
Che suono fai, pioggia, quando fermi il tempo?

Ricordo cosa dice

Ciao, piacere, come ti chiami?
Mi piace il tuo nome, da dove vieni?
Facciamo due chiacchiere, prendiamo un caffè?
Mi pare di averti già vista, non chiedermi perché
Quali sono le tue passioni, che cosa studi?
Mi piace il tuo modo di non contare i minuti
Stasera sei stupenda, hai un bel vestito
L’hai messo per me quel rossetto ardito?
Sei così bella che ti vorrei capire
Baciami più forte, non ti riesco a sentire
Domani ci vediamo, sono felice
Stanotte non dormo, ricordo cosa dice
Grida più forte mentre facciamo l’amore
Voglio che esploda questo mio cuore
Non credo di aver mai vissuto davvero
Finché non hai incrociato il mio sentiero
Le mie mani tra le tue gambe e sui tuoi seni
Nei tuoi occhi sognanti sto da sei mesi
Andiamo via insieme, scappiamo in vacanza
Che in questa città è sparita la speranza
Siamo noi due e gli altri non possono capire
Quello che proviamo: È come morire
Ma di amore. Tesoro, non lasciarmi andare
Che senza di te io potrei soffocare
Anche se nascono delle incomprensioni
È normale il litigio nelle relazioni
Torniamo a fare l’amore come una volta
Ti regalo dei fiori, non deprimerti, sembri sconvolta
Sei così distante e non mi parli più
Non ricordavo cosa si prova a vivere quaggiù
Lontano dai tuoi occhi e dalle confidenze
È solo una settimana,ho delle conferenze
Per un pò non ci vediamo, sono infelice
Stanotte non dormo, ricordo cosa dice
Grida di nuovo mentre facciamo l’amore
Perché non esplode più questo mio cuore?
Non credo di aver mai vissuto davvero
Vedo solo nero lungo il mio sentiero
Non è come credi, era solo un gioco
Non funziona più, è meglio se trasloco
Io non ti sopporto, l’odio mi devasta
Da quanto non mi ami? È ora di dire basta.
Facciamo due chiacchiere, prendiamo un caffè?
È da anni che non ti vedo, non chiedermi perché
Come stai, ti sei sposata, hai dei figli?
Tutte le mie relazioni sono fuggite come conigli
E con il lavoro tutto bene? Finiti gli studi?
Mi dispiace il tuo modo di contare i minuti
Magari ci rivediamo, ne sarei felice
Stanotte non dormo, ricordo cosa dice.

Una spiaggia

Fermi
A contare
I rumori
Su questa zattera di terra
La chiamano “sicurezza”

Fermi
A riordinare
I pensieri
Assopiti con leggerezza
In moti veritieri

Fermi
A riposare
I colori
In onde di seta
Fruscii nella brezza

E in bilico sul sogno
Scordare la meta
Assorbire le attese
Rilassate nel giorno
In pause sospese
Soffocare il moto
Sciabordante del vuoto.